Ordinanza CP

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
CAPITANERIA DI PORTO DI GAETA
Via Docibile n. 25 - 04024 Gaeta (Latina)
e-mail: cpgaeta@mit.gov.it; cp-gaeta@pec.mit.gov.it
Tel 0771460100 - 0771460088
“Ordinanza di sicurezza balneare”
ORDINANZA N. 14 /2017
Il Capo del Circondario Marittimo di Gaeta e Comandante del Porto di Gaeta:
VISTO: l’art. 8, della Legge 8 luglio 2003, n. 172 – Ordinanze di polizia marittima;
VISTO: il Decreto Legislativo 18 luglio 2005, n. 171, "Codice della nautica da diporto
ed attuazione della direttiva 2003/44/CE, a norma dell'art. 6, della legge 8
luglio 2003, n. 172";
VISTO: il D.M. 29 luglio 2008 , n. 146, "Regolamento di attuazione dell’art. 65, del
Decreto Legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante il codice della nautica da
diporto";
VISTO: il Decreto Legislativo 09 gennaio 2012, n. 4, recante “Misure per il riassetto
della normativa in materia di pesca e acquacoltura, a norma dell’art. 28, della
Legge 4 giugno 2010, n. 96”;
VISTA: la Legge Regionale 6 agosto 2007, n. 13, e ss.mm.ii. recante
“L’organizzazione del sistema turistico laziale. Modifiche alla Legge
Regionale 6 agosto 1999, n. 14;
VISTA: la D.G.R. n. 2816, del 25.05.1999, così come modificata dalla D.G.R. n.
1161, del 30.07.2001, recante “linee guida per l’effettivo esercizio delle
funzioni sub delegate ai sensi della Legge Regionale 6 agosto 1999, n. 14;
VISTO: il dispaccio prot. n. 02.01.04./31678, in data 30.03.2006, del Comando
Generale del Corpo della Capitaneria di Porto – “Attività di salvamento
con l’impiego di moto d’acqua”;
VISTO: il dispaccio prot. n. 02.01.04./34660, in data 07.04.2006, del Comando
Generale del Corpo della Capitaneria di Porto – “Disciplina delle attività
balneari: linee di indirizzo”;
VISTE: le circolari emanate in materia dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione
VISTE: le proprie Ordinanze Compartimentali n. 53/2007, in data 07.05.2007, e n.
38/2012, in data 01.06.2012;
VISTA: la precedente Ordinanza n. 29/2014, in data 29.05.2014;
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VISTO: il dispaccio protocollo 103966, in data 29.08.2016, del Comando Generale
del Corpo delle Capitanerie di Porto – “Sistemi di salvataggio aggiuntivi in
mare”;
CONSIDERATI: gli esiti della riunione di coordinamento direzionale svolta in data
11.04.2017, nel corso della quale si è proceduto a discutere l’opportunità di
apportare alcune modifiche alla precedente Ordinanza di sicurezza balneare
n. 29/2014;
RAVVISATA: la necessità di disciplinare gli aspetti relativi alla sicurezza della
navigazione, dei bagnanti nonché degli utenti in genere – posti in capo a
questa Autorità Marittima – in quanto direttamente connessi all’utilizzazione
del demanio marittimo lungo il litorale di giurisdizione compreso tra i Comuni
di Fondi, Sperlonga, Itri, Gaeta, Formia e Minturno;
VISTI: gli artt. 17, 28, 30, 68, 81, 1161, 1174 e 1231 del Codice della Navigazione e
gli artt. 27, 56 e 524 del relativo Regolamento di esecuzione;
O R D I N A
Art. 1
DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE
1. Durante la stagione balneare e negli orari di balneazione, così come indicati nelle
ordinanze balneari emanate da ciascun Comune costiero, chiunque gestisca, a
qualunque titolo, strutture destinate alla balneazione e servizi rientranti nelle
tipologie di cui al Regolamento Regionale 12 agosto 2016, n. 19, ha l'obbligo di
predisporre un servizio di assistenza e salvataggio organizzato secondo le modalità
indicate nei successivi articoli.
2. Nel caso in cui tali strutture intendano aprire al pubblico per la balneazione prima
della data d’inizio della stagione balneare ovvero successivamente alla sua
conclusione, devono assicurare il servizio di salvataggio nei giorni festivi e prefestivi.
Nei giorni feriali le suddette strutture potranno restare aperte soltanto per fini
elioterapici, con il conseguente obbligo di issare una bandiera rossa ed esporre
apposita cartellonistica, recante la seguente dicitura: “ATTENZIONE,
BALNEAZIONE NON SICURA PER MANCANZA DEL SERVIZIO DI
SALVAMENTO”; la stessa deve essere ben visibile, di materiale resistente alle
intemperie, redatta in almeno quattro lingue di cui tre comunitarie (lingua italiana,
inglese, tedesca o francese o spagnola) ed una extracomunitaria a seconda della
maggior prevalenza di flussi turistici nel comune in questione.
Art. 2
ZONE DI MARE RISERVATE ALLA BALNEAZIONE
1. Durante la stagione balneare, le zone di mare antistanti il litorale del Circondario
Marittimo di Gaeta riservate alla balneazione sono, di norma, quelle ricomprese
entro la fascia di:
- 200 metri dalla battigia, in presenza di spiagge;
- 100 metri dalle scogliere, in presenza di coste rocciose o a picco sul mare.
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Il nuotatore/bagnante che si trova al di fuori delle acque riservate alla balneazione
deve munirsi ed utilizzare il segnalamento previsto per l’attività subacquea o - in
subordine - indossare una calotta colorata per rendersi maggiormente visibile.
2. I soggetti che gestiscono le strutture balneari di cui al precedente articolo 1, prima
dell’apertura, devono:
a) segnalare il limite entro il quale possono effettuare la balneazione i non esperti
di nuoto. Il limite di tali acque sicure (1,60 metri di profondità) deve essere
segnalato mediante apposizione di galleggianti di colore bianco, ancorati al
fondo per evitarne lo spostamento.
Qualora i concessionari non adempiano a tale disposizione devono posizionare
sull’arenile un idoneo numero di cartelli riportanti la seguente dicitura:
"ATTENZIONE LIMITE ACQUE SICURE (batimetrica mt. 1,60) NON
SEGNALATO", fatti di materiale resistente alle intemperie, ben visibili e redatti in
almeno quattro lingue di cui tre comunitarie (lingua italiana, inglese, tedesca o
francese o spagnola) ed una extracomunitaria a seconda della maggior
prevalenza di flussi turistici nel comune in questione
Tali cartelli dovranno essere posizionati in conformità a quanto previsto al
successivo art. 6, punto 2, lettera e).
Nel caso di rimozione/deterioramento dovranno attivarsi per l’immediato ripristino
degli stessi.
b) delimitare gli specchi acquei prospicienti i 200 metri dalla linea di battigia,
mediante il posizionamento di gavitelli biconici di colore bianco, saldamente
ancorati al fondale, emergenti non meno di centimetri 30 dal livello dell’acqua, e
posti ad una distanza non superiore a metri 50 l’uno dall’altro, parallelamente
alla linea di costa;
c) segnalare la fascia di sicurezza dei 250 metri dalla linea di battigia, mediante il
posizionamento di gavitelli biconici di colore rosso o arancione, saldamente
ancorati al fondale, emergenti non meno di centimetri 30 dal livello dell’acqua, e
posti ad una distanza non superiore a metri 50 l’uno dall’altro, parallelamente
alla linea di costa;
d) provvedere tempestivamente, in caso di spostamento dei gavitelli/galleggianti
per effetto di mareggiate o per qualsiasi altra causa, a ricollocare gli stessi e i
relativi corpi morti nella posizione determinata, secondo quanto previsto dai
commi precedenti, e comunque non oltre il primo giorno successivo al ristabilirsi
di condizioni meteomarine corrispondenti al mare calmo;
e) rimuovere definitivamente i gavitelli/galleggianti e relativi corpi morti al termine
della stagione balneare.
3. Fatto salvo l’utilizzo degli appositi corridoi di lancio per raggiungere la costa, nelle
zone di mare riservate alla balneazione è vietato l’ancoraggio ed il transito di
qualsiasi unità, con l’esclusione dei natanti a remi (tipo jole, pattini, sandolini,
pedalò, mosconi e simili, non provvisti di motore). È altresì vietato l’ormeggio ai
gavitelli di segnalazione sopra indicati.
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Art. 3
ZONE DI MARE VIETATE ALLA BALNEAZIONE
È vietata la balneazione:
a) nei porti;
b) nel raggio di 200 metri dalle imboccature e dalle strutture portuali;
c) fuori dai porti in prossimità delle zone di mare in cui vi siano lavori in corso e in
prossimità di pontili o passerelle di attracco delle navi/imbarcazioni per un
raggio di 200 metri;
d) a meno di 500 metri dalle navi alla fonda;
e) in luoghi dove sfociano fiumi, canali e torrenti. Nel caso di fiumi o canali
navigabili il divieto è esteso allo specchio acqueo ricompreso nei 100 metri dai
lati esterni della foce, salvo diversi limiti contenuti in specifiche ordinanze
emanate da parte degli Enti locali.
f) all’interno dei corridoi di lancio delle unità da diporto opportunamente segnalati
o in zone destinate ad altre attività sportive/ricreative (surf, windsurf, kitesurf,
ecc.);
g) nelle zone dichiarate non balneabili dalle competenti autorità nonché in quelle
in cui il divieto di balneazione è comunque disposto, anche temporaneamente,
con apposito provvedimento;
h) nelle zone di mare interdette con apposite ordinanze emanate per necessità
contingenti.
Art. 4
ESERCIZIO DELLA PESCA
1. Durante l’orario di balneazione, nella fascia di mare di metri 250 dalle spiagge e di
metri 150 da coste rocciose o a picco sul mare è vietato l’esercizio di qualsiasi tipo
di pesca, da intendersi comprensiva anche della pesca sportiva e ricreativa
effettuata con qualsiasi attrezzo, diversa dalla pesca subacquea regolamentata al
successivo punto 2.
Resta salva la facoltà del Comune di limitare talune attività di pesca praticate sugli
arenili anche al di fuori dell’orario di balneazione.
2. La pesca subacquea, durante l’orario di balneazione, è vietata nelle acque
antistanti:
a) le spiagge, fino ad una distanza di 500 metri dalla riva;
b) le coste rocciose o a picco sul mare, fino ad una distanza di 100 metri.
3. È, altresì, vietato attraversare la zona di mare dei 250 metri dalla riva e di metri 100
da coste rocciose o a picco sul mare con arma subacquea carica.
4. I conduttori di tutte le unità, quando avvistano le boe di segnalazione di subacquei,
devono mantenersi ad una distanza di almeno 100 metri.
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Art. 5
SPIAGGE LIBERE
1. È a carico dei Comuni rivieraschi provvedere a quanto previsto dal precedente art.
2, relativamente agli specchi acquei antistanti le spiagge libere frequentate da
bagnanti.
2. Qualora i Comuni non adempiano alla disposizione di cui al punto 2, lettere a) e b)
dello stesso art. 2, hanno l’obbligo di posizionare sulle spiagge un idoneo numero di
cartelli con le seguenti diciture:
a) “ATTENZIONE LIMITE ACQUE SICURE (batimetrica mt. 1,60) NON
SEGNALATO”.
b) “ATTENZIONE – LIMITE ACQUE RISERVATE ALLA BALNEAZIONE (mt. 200
dalla battigia) NON SEGNALATO”.
3. Detta cartellonistica deve essere di materiale resistente alle intemperie, ben visibile
e redatta in almeno quattro lingue di cui tre comunitarie (lingua italiana, inglese,
tedesca o francese o spagnola) ed una extracomunitaria a seconda della maggior
prevalenza di flussi turistici nel comune in questione.
4. I suddetti Comuni devono, altresì, provvedere ad effettuare il controllo sulla
permanenza della segnaletica prevista e, se del caso, attivarsi per l’immediato
ripristino della stessa.
Art. 6
SERVIZIO DI ASSISTENZA E SALVATAGGIO OBBLIGHI DEI COMUNI COSTIERI
E DEI CONCESSIONARI DURANTE LA STAGIONE BALNEARE
1. Il servizio di assistenza e salvataggio deve essere assicurato, sulle spiagge libere
dai Comuni competenti per territorio, mentre per le aree in concessione è a cura dei
concessionari, attenendosi alle disposizioni specificate nei seguenti punti.
2. Durante la stagione balneare i Comuni e i concessionari/gestori devono:
a) organizzare e garantire, ogni 100 metri di fronte mare o frazione di 100 mt., il
servizio di assistenza e salvataggio ai bagnanti con un assistente abilitato al
salvamento provvisto di almeno uno dei seguenti brevetti in corso di validità:
- brevetto di "Assistente Bagnanti" rilasciato dalla Federazione Italiana Nuoto –
Sezione salvamento contraddistinto dalla sigla “M.I.P.”
- brevetto di "Bagnino di Salvataggio" rilasciato dalla Società di Salvamento di
Genova;
- brevetto di "Assistente Bagnanti" rilasciato dalla Federazione Italiana
Salvamento Acquatico (F.I.S.A.);
b) assicurarsi che gli assistenti - sui quali comunque grava l’obbligo di osservare le
prescrizioni sotto elencate, con discendente diretta e personale responsabilità in
caso di inosservanza delle stesse - durante l'orario di balneazione:
- indossino una maglietta di colore rosso con scritta bianca ben visibile che ne
identifichi la funzione ("SALVATAGGIO");
- siano dotati di fischietto;
- siano impegnati esclusivamente per il servizio di salvataggio, con divieto di
svolgere attività o comunque di essere destinati ad altri servizi, salvo i casi di
forza maggiore e ciò previa sostituzione con un altro operatore abilitato;
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- tengano un comportamento corretto, vigilino per il rispetto della presente
Ordinanza e segnalino immediatamente, direttamente o tramite il
concessionario/gestore, agli Ufficiali o Agenti di Polizia Giudiziaria tutti gli
incidenti che si dovessero verificare sia sugli arenili che in acqua;
- stazionino, salvo casi di assoluta necessità, sulla torretta di avvistamento o
nella postazione appositamente predisposta sull’arenile, oppure in mare, sul
natante di servizio;
c) ubicare una postazione di salvataggio in una posizione centrale dell'area in
concessione o della spiaggia devoluta alla pubblica fruizione, tale da consentire la
più ampia visuale possibile. Qualora, per la peculiarità del tratto di spiaggia non sia
sufficiente tale postazione, dovrà essere installata una stabile struttura di
osservazione sopraelevata dal piano di spiaggia (tipo torretta di avvistamento) al
fine di consentire una completa visuale del tratto di mare di competenza. Tale
postazione dovrà essere dotata di:
• un binocolo;
• 200 metri di cavo di salvataggio di tipo galleggiante con cintura o bretelle o
bay watch sul rullo fissato saldamente al terreno;
• un paio di pinne;
d) predisporre un natante idoneo a disimpegnare il servizio di salvataggio - pattino o
battello di vigilanza - ogni 100 metri di fronte mare, o frazione di 100 mt., con scafo
dipinto di rosso e recante la scritta "SALVATAGGIO" a lettere bianche, di adeguate
dimensioni, nonché la località sede della struttura balneare e il nome della stessa.
Tali unità non devono in nessun caso essere destinate ad altri usi e devono essere
dotate di:
• n° 2 (due) salvagenti anulari, di cui uno munito di una sagola galleggiante
lunga almeno 30 metri;
• un mezzo marinaio o gaffa;
• un sistema di scalmiere che impedisca la perdita dei remi.
Le stesse devono essere equipaggiate con un assistente bagnante munito di
brevetto ed essere posizionate, durante le ore di apertura dello stabilimento, nello
specchio acqueo antistante ovvero sulla battigia pronte per l'impiego in caso di
necessità;
e) posizionare in prossimità della battigia, a partire dagli estremi della concessione o
della spiaggia destinata alla pubblica fruizione, salvagenti anulari di tipo conforme
alla vigente normativa sulla navigazione da diporto, recanti il nome dello
stabilimento balneare cui appartengono, con sagola galleggiante lunga almeno 30
metri, nel numero di uno ogni 50 metri di fronte mare;
f) adibire un locale o un’area ombreggiata, adeguatamente segnalati, a primo
soccorso, all’interno dei quali devono essere tenute pronte all’uso le seguenti
dotazioni:
• due bombole di ossigeno medicale, da lt. 1 cadauna;
• due maschere per ossigenoterapia di cui una misura adulti ed una di tipo
pediatrico;
• un dispositivo di barriera per la respirazione bocca-bocca tipo “pocket mask” o
similari;
• un dispositivo maschera-pallone (tipo “Ambu”) o altra apparecchiatura
riconosciuta equipollente dalle competenti autorità sanitarie;
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• una cassetta di pronto soccorso, anche di tipo portatile, contenente le dotazioni
prescritte dalla normativa vigente;
g) provvedere a segnalare opportunamente eventuali pericoli e, qualora le condizioni
meteomarine o qualsivoglia altro motivo comportino situazioni di rischio per la
balneazione, issare, su apposito pennone ben visibile, una bandiera rossa e
sconsigliare accuratamente i bagnanti dall'immergersi in mare. Analogamente dovrà
issarsi la bandiera rossa in ogni ipotesi in cui per causa di forza maggiore venga
sospeso temporaneamente il servizio di assistenza ai bagnanti;
h) nel caso in cui una struttura destinata alla balneazione sia dotata di piscina,
organizzare un adeguato e costante servizio di assistenza e soccorso, in prossimità
della stessa, secondo la normativa specifica;
i) assicurarsi che gli assistenti bagnanti svolgano il loro servizio continuativamente per
l'intero orario della balneazione, assicurandone la corretta sostituzione sia in caso di
necessità, sia per consentire la turnazione degli stessi;
j) compilare ed inviare all’Autorità Marittima la scheda di pronto intervento, nel caso in
cui vi sia stata un’attività di soccorso da parte dell’assistente bagnante; la predetta
scheda dovrà essere inviata al seguente contatto e-mail cpgaeta@mit.gov.it, ovvero
al numero di fax 0771/464724;
k) dotarsi di un defibrillatore semiautomatico, funzionante, adatto al pronto soccorso
cardiaco da ubicare all’interno della propria area in concessione, segnalato con
apposita cartellonistica, al fine di renderlo utilizzabile da parte degli operatori
abilitati in caso di necessità, secondo le prescrizioni ed obblighi contenuti nel
Decreto Ministeriale del Ministro della Salute di concerto con il Ministro per gli Affari
Regionali, il Turismo e lo Sport, recante la “Disciplina della certificazione dell’attività
sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di
defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita” emanato in
ottemperanza dell’art.7, comma 11, del dlg 13.9.2012, n. 158 “Disposizioni urgenti
per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della
salute”, convertito con modificazioni dalla Legge 28.11.2012, n. 189, al quale si fa
esplicito rimando quanto alle tipologie di attività balneari rientranti nel campo di
applicazioni ai sensi dell’art. 5, ed alle tempistiche di attuazione in esso previste.
3. È data facoltà al concessionario/gestore impiegare, in aggiunta, ma non in
alternativa, al natante di cui alla precedente punto “2” lettera “d”, una moto d’acqua
(acquascooter) nel rispetto della disciplina di cui al vigente “Regolamento di
disciplina del diporto nautico nel Circondario Marittimo di Gaeta”, per quanto
applicabile, e delle seguenti condizioni:
a) presentazione all’Autorità Marittima di formale istanza di utilizzo della moto
d’acqua da adibire al servizio di salvamento nella quale siano indicati:
• i nominativi e i titoli – patente nautica e brevetto di assistente bagnante –
del personale da impiegare;
• caratteristiche e dotazioni della moto d’acqua;
• modalità di svolgimento del servizio di salvamento;
• polizza assicurativa (da allegare copia) dell’unità che oltre a prevedere la
copertura per Responsabilità Civile, assicuri tutte le persone trasportate;
• apposita dichiarazione di assunzione di responsabilità nell’espletare il
servizio di salvamento con acquascooter;
b) installazione di un corridoio di lancio;
c) destinazione in via esclusiva all’attività di salvamento, senza impiego in attività
di pattugliamento o altro.
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4. Le moto d’acqua devono:
• essere equipaggiate con un conduttore munito di patente nautica e con un
assistente bagnante munito di brevetto;
• essere dotate di barella per il salvamento omologata da un Ente Tecnico in
ordine alla capacità di galleggiamento e certificata dalle competenti Autorità
Sanitarie per l’idoneità al recupero/trasporto;
• riportare la diciture “SALVATAGGIO” ed il nominativo dello stabilimento e/o
della ditta;
• essere posizionate, durante l’apertura dello stabilimento, sulla battigia
unitamente al pattino e tenute pronte ed efficienti per l’impiego in caso di
necessità.
5. La valutazione sulla scelta del mezzo da impiegare per la prestazione del servizio
di salvamento viene rimessa al prudente apprezzamento del responsabile dello
stesso, in funzione della situazione contingente (condizioni meteomarine, distanza
della persone in pericolo, presenza di bagnanti, ecc.).
6. È, altresì, consentito l’utilizzo in aggiunta al natante di cui al precedente comma 2,
lett, d), di attrezzature a propulsione elettrica, certificate/omologate per il servizio
cui sono destinate, da impiegare con operatore o radiocomandate, atte al recupero
rapido ed all’immediato soccorso dei bagnanti in difficoltà, previo corso di
familiarizzazione del personale di salvataggio con le medesime attrezzature.
7. Il servizio di assistenza e salvataggio deve essere garantito, secondo le modalità
sopra riportate, anche nelle ipotesi in cui sia autorizzata la balneazione al di fuori
degli orari e dei periodi di normale apertura degli stabilimenti balneari.
Art. 7
SERVIZIO SALVATAGGIO COLLETTIVO
1. I Comuni costieri ed i concessionari/gestori delle strutture balneari hanno facoltà di
assicurare il servizio di salvataggio, anche in forma collettiva, mediante
l’elaborazione di un piano organico, da sottoporre all’approvazione dell’Autorità
Marittima, che preveda:
a) un adeguato numero di postazioni di salvataggio in punti ben determinati
della costa;
b) la turnistica ed il numero degli addetti;
c) i locali che all’occorrenza devono essere adibiti a primo soccorso;
d) il soggetto responsabile dell’organizzazione di tale servizio;
2. I Comuni costieri e le associazioni di concessionari che intendano organizzare il
servizio di salvataggio per conto dei propri associati devono far pervenire all’Autorità
Marittima una proposta di “piano collettivo di salvataggio” contenente le generalità
del legale rappresentante, i tratti di spiaggia libera, ovvero l’elenco degli stabilimenti
per i quali si intende organizzare il servizio e l’elenco degli stabilimenti presso i quali
sono ubicate le singole postazioni di salvataggio.
3. Per una migliore funzionalità del servizio, l’Autorità Marittima può disporre modifiche
all’ubicazione delle postazioni di salvataggio.
4. In caso di mancata approvazione dei piani, come pure nel caso di mancato accordo
tra le associazioni nel ripartirsi le postazioni, chiunque gestisca, a qualunque titolo,
strutture destinate alla balneazione e servizi rientranti nelle tipologie di cui al
Regolamento Regionale 12 agosto 2016, n. 19 ha l'obbligo di predisporre un
servizio di assistenza e salvataggio.
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Art. 8
SERVIZIO DI ASSISTENZA E SALVATAGGIO NELLE SPIAGGE LIBERE
1. Sulle spiagge libere frequentate dai bagnanti, qualora non provvedano a garantire il
servizio di salvamento, nei modi previsti dagli articoli 6 e 7, i Comuni costieri devono
posizionare all’ingresso e in più punti su quelle spiagge, un idoneo numero di cartelli
– in materiale resistente alle intemperie – riportanti la seguente dicitura:
“ATTENZIONE, BALNEAZIONE NON SICURA PER MANCANZA DEL SERVIZIO
DI SALVAMENTO”, la stessa deve essere ben visibile, redatta in lingua italiana,
inglese, tedesca, francese, spagnola, rumena ed araba secondo il format
concordato con A.N.C.I. Lazio, allegato alla presente ordinanza.
2. I suddetti Comuni devono, altresì, provvedere ad effettuare i controlli sulla
permanenza della segnaletica indicata al comma precedente e, se del caso, attivarsi
per l’immediato ripristino.
Art. 9
PUBBLICITÀ DELL’ORDINANZA
La presente Ordinanza deve essere tenuta esposta al pubblico agli ingressi ed in luoghi
ben visibili per tutta la stagione balneare in tutte le strutture di cui all’art. 1, e deve
essere resa di pronta consultazione a semplice richiesta di chiunque lo desideri.
Art. 10
DISPOSIZIONI FINALI
1. È fatto obbligo a chiunque di osservare e di fare osservare la presente Ordinanza.
2. Le eventuali violazioni sono punite, salvo che il fatto non costituisca più grave reato
ai sensi dell’ art. 1231, del Codice della Navigazione, ovvero, ai sensi degli artt.
1161, 1164, 1174, sempre del Codice della navigazione, nonché dal Decreto
Legislativo 18 luglio 2005, n. 171, ed in base ad ogni altra norma vigente e
pertinente.
3. Gli Ufficiali e gli Agenti di Polizia Giudiziaria sono incaricati dell’esecuzione della
presente Ordinanza, che sostituisce ed abroga l’Ordinanza n. 29/2014, in data
29.05.2014, citata in premessa.
4. È altresì abrogata qualsiasi altra disposizione ordinatoria eventualmente in contrasto
con quelle contenute nella presente Ordinanza.
5. La pubblicità del presente provvedimento sarà assicurata mediante affissione
all’albo di questo Ufficio, a quello degli Uffici Marittimi dipendenti nonché agli albi
pretori dei Comuni rivieraschi ed inclusione alla pagina ordinanze del sito
istituzionale www.guardiacostiera.gov.it/gaeta
Gaeta, 28 aprile 2017

 

3° M.R.S.C. Civitavecchia (Centro secondario di soccorso Guardia Costiera) 0766.366420
Capitaneria di Porto di Gaeta 0771.460100
sala operativa 0771.460088
Ufficio Locale Marittimo di Formia 0771.21552
Delegazione di Spiaggia Scauri 0771.681209
Centrale Operativa Vigili del Fuoco 115
Lazio Emergenza Sanitaria 118
Ospedale di Formia/Gaeta - centralino 0771.7791
Ospedale di Fondi - centralino 0771.5051
Ospedale di Terracina - centralino 0773.7081
Ente Sanitario con Camera Iperbarica - centralino: 0773.6511
Istituto Chirurgico Ortopedico Traumatologico di Latina (ICOT)
ASCOLTI RADIO VHF/FM
STAZIONE RADIO COSTIERA denominazione: Roma Radio CH 16 (24)
3° M.R.S.C. CIVITAVECCHIA (Centro Secondario di Soccorso G.C.)
Nominativo Internazionale: I C I 03 CH 16
CAPIT. DI PORTO DI GAETA denominazione Compamare Gaeta CH 16 (h24)
UFFICIO LOCALE MARITTIMO DI FORMIA
denominazione Locamare Formia CH 16 (dalle 08 alle 20)